Perché questo blog

“The proof of the pudding is in the eating” – Friedrich Engels

In questo blog si parla di politica, società, lavoro, economia ai tempi della più grave crisi dagli anni ’30 del secolo scorso.

Se ne parla da un punto di vista tutt’altro che “neutrale” – ammesso e non concesso che una qualche “neutralità” sia davvero possibile quando si affrontano argomenti di questo tipo.

Chi scrive non è un esperto, non è un ricercatore, non è un dottorando in economia, in sociologia o in qualche altra materia affine. Chi scrive è un lavoratore precario, spinto dalle contraddizioni della società in cui vive ad interrogarsi sulla propria condizione. Chi scrive ha trovato nell’analisi marxista l’unico strumento in grado di spiegare le ragioni della crisi, di analizzarne le conseguenze e di suggerire una via d’uscita in cui siano il protagonismo e l’azione politica della gente comune a guidare il cambiamento verso una società più giusta.

“La prova del pudding consiste nel mangiarlo”. Ciò significa una cosa sola: che la riflessione, la discussione, l’analisi, hanno un senso solo se finalizzate all’azione pratica. Soltanto l’organizzazione e l’intervento nella realtà quotidiana possono infatti ricompattare le grandi masse di oppressi e di sfruttati, dare loro forza e fiducia, renderle capaci di mettersi alla testa un cambiamento profondo, radicale, condotto nell’interesse della maggioranza e non di una risicata minoranza di ricchi e privilegiati.

Oggi, questo compito si pone come inevitabile. Soltanto se saremo in grado di pensare ed agire collettivamente, a partire da un’analisi lucida e oggettiva della realtà e con una forte prospettiva di cambiamento, avremo qualche speranza di uscire dalla morsa in cui le classi dominanti vogliono stritolarci per salvaguardare i loro profitti, i loro interessi, i loro privilegi.

Questo blog si propone quindi come uno spazio di riflessione, di analisi e di discussione. Ma nulla può sostituire l’intervento concreto nella società, nelle lotte e nelle mobilitazioni. Questa, in fondo, è la grande lezione che ci tramandano quanti, in passato, hanno lottato per conquistare quei diritti, quei servizi, quelle tutele che oggi sono pesantemente sotto attacco, e che è nostro dovere difendere, rilanciare, estendere.

“Se sono qui è perché, nonostante sia nato proprio qui e proprio in questa epoca, non ho davvero nessun problema a dichiararmi marxista”.

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